ECHI
erre tre
una produzione umbertiner pha bi
Erre Tre è una produzione della Umbertiner Pha Bi di Umberto Fabi. Liberamente ispirato al Riccardo terzo di W.Shakespeare, l'opera burattinesca è giocata con "attori da dito" all'interno di una cornice per dipinti. Il testo scekspiriano è rispettato in linea di massima come sono soliti rispettare i testi e la vita più in generale i burattini...
continua su
sinfonie per legno dalla vida es sueno
una produzione umbertiner pha bi
Il dramma di Calderòn de la Barca completa la “Trilogia del Potere”sulla quale ho lavorato in questi ultimi anni. Il potere inteso come desiderio d’imporsi alla e nella realtà, snobbando tutto il risvolto metafisico che questa cela. [...] Un testo che oscilla fra "la semplicità della fiaba e la complessità della costruzione simbolica", un testo che, anche per queste sue caratteristiche magnificamente ambigue, io affido ai miei attori di legno: gli irriverenti burattini. La storia in sé ci narra di un vecchio re, che affidandosi alle scienze e alla astrologia, scopre che il figlio suo sarà cagione di disastro per la sua casata...
continua su
ORIGINI
Nel 2006 inizia il percorso con il regista Umberto Fabi, che porterà alla costituzione della Compagnia degli Eridani, un progetto nato da un’idea del direttore artistico del Teatro Comunale di Casalmaggiore Giuseppe Romanetti e dell’attore-regista Umberto Fabi: fondare nella cittadina padana un gruppo di creazione teatrale “aperto”, “un gruppo disponibile ad accogliere e coltivare attori con mire professionistiche e attori assolutamente privi di un passato sul palcoscenico, allo scopo di creare uno scambio di gamme espressive e creative, in un melange di esperienza e freschezza, dove l’uno attinge e dona nello stesso tempo all’altro. Il risultato raggiunto dai nostri attori, dal punto di vista stilistico e formale, al termine di questi tre anni di laboratorio, è nell’agire sulla scena con la consapevolezza della tecnica e l’incoscienza della passione, sempre in bilico tra la disciplina della forma e l’inafferrabilità dell’idea”.
La Compagnia degli Eridani ha esordito nel 2007 con un allestimento ispirato all’UbuRoi di Jarry, sperimentando il lavoro con la maschera.
Nei due anni successivi si è lavorato unicamente sul testo shakespeariano La commedia degli equivoci. La scelta fondamentale è stata quella di riportare sulla scena il testo nella sua versione integrale – un azzardo se si pensa ad un pubblico ormai addomesticato al linguaggio fulminante dello spot pubblicitario. Una scelta che si è rafforzata nel corso della costruzione dello spettacolo, quando il testo è stato messo in voce rivelando finezze stilistiche inaspettate che a una prima analisi sarebbero state sacrificate al taglio. Il lavoro di base sulla preparazione dell’attore si è ispirato alle tecniche dell’arte marziale giapponese dell’aikido. Concentrandoci su di esse, siamo andati alla ricerca della consapevolezza del corpo, e quindi del corpo nello spazio. La meta era quella di trovare una precisa e vigile presenza di scena, un giusto equilibrio dell’immagine rappresentativa, attraverso un potenziamento e una maggior “fede” nelle proprie qualità espressive.